SANTUARIO DEI SANTI MARTIRI PELLEGRINO E ALBERICO CRESCITELLI


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Don Antonio Marini

PERSONAGGI ALTAVILLESI

Don Antonio Marini: il parroco giacobino
Durante la rivoluzione del 1799 i religiosi irpini erano in contrapposizione tra di loro. Del resto la situazione non era dissimile in tutto il Regno di Napoli, come dimostrato dagli storici e studiosi che hanno avuto modo di approfondire i percorsi di alcuni personaggi. Solo da qualche decennio l'attenzione dei ricercatori si Ŕ spostata sul microcosmo della "Gente Senza Storia". La riscoperta Ŕ stata di un popolo silenzioso che ha fatto grande la cultura e la civiltÓ meridionale. Uno di questi, Ŕ il parroco Antonio Marini di S. Martino Valle Caudina che nasce nel 1748 ad Altavilla Irpina: "centro della Media Valle del Sabato che svolgeva da secoli un importante ruolo commerciale perchÚ a metÓ strada tra Avellino e Benevento, e a sessanta chilometri da Napoli". Un territorio quello altavillese, molto fertile nonostante la posizione collinare del paese. Nel diciottesimo secolo, come risulta dal Catasto onciario, il 75% delle famiglie viveva coltivando i campi. E tra queste la famiglia del piccolo Antonio. I genitori, dopo duri sacrifici permisero a loro figlio di iscriversi al Seminario vescovile di Benevento, Arcidiocesi in cui rientra Altavilla. All'epoca di Carlo di Borbone, gli ecclesiastici locali svolgevano un ruolo decisivo per l'intera comunitÓ. Il numero di preti nel 1746 era pari al 6,13% dei qualificati nel Catasto onciario. Una media che superava anche la capitale che era del 5%. Il clero era composto da un arciprete, 12 sacerdoti, 11 canonici e numerosi monaci, chierici e diaconi Il Marini, dopo le scuole al Seminario Arcivescovile di Benevento, divenuto prete, a partire da marzo del 1793 esercita ad Altavilla, a Montaguto, e infine a S. Martino Valle Caudina. Viene accolto con calore dalla popolazione ma con freddezza dal clero locale. Oramai sono note le sue battaglie contro la corruzione di parte della Chiesa e l'arroganza dei feudatari. Il Marini "oltre la cura delle anime, che esercitava da vero pastore, si cooper˛ ancora di insegnare a taluni le belle lettere, ed altri studi di facoltÓ". Frattanto in tutta la Campania, a San Martino Valle Caudina, Altavilla Irpina e in altri comuni della provincia vengono innalzati gli alberi della libertÓ. E' nata la Repubblica Partenopea del 1799. Il clero attraverso le direttive impartite dal Governo Provvisorio della Repubblica Napoletana esorta il popolo ad essere "conforme alla ragione, ed al Vangelo". I preti, tra cui il Marini incominciano a prodigarsi per "predicare l'uguaglianza e la fraternitÓ tra gli uomini". Ma il sogno dura solo pochi mesi e ben presto svanisce. Ritorna la restaurazione del Governo Borbonico fino al 1806. Il sacerdote irpino, Ŕ perseguitato. Decide di ripararsi alla fine di marzo del 1799 a Napoli e al suo ritorno a casa, dopo la furia popolare nei confronti dei giacobini, scopre il saccheggio avvenuto nell'abitazione e in libreria.

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